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Onde Atlantiche

5 Feb

Che tempo, meglio una birra al Café Atlantique

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Soffia Petra, la tempesta

5 Feb

Tempesta seria a Brest, si chiama Petra, con 17 metri di onda. Meglio una birra al Café Atlantique con petit Louis che stare in mare

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Rientro a Le Havre

4 Feb

Rientro a Le Havre

Rieccoci a Le Havre,
Bonjour monsieur Philippe, eccomi qua!! Dejá? Ma si, ho fatto solo venticinquemila chilometri tra mare, cielo e terra e ora di nuovo qua. La temperatura non sembra poi troppo cambiata. A proposito il pane era molto buono, grazie ancora, vado a salutare e ringraziare anche il panettiere. La mattina della partenza della Jaques Vabre monsieur Philippe ci aveva fatto preparare due grossi pani cotti nel forno a legna dalla panetteria di fianco, omaggio del panettiere, stavano dentro una scatola con su scritto “Bon Course”. Un bel pensiero, un pane carico di buona energia. Quella scatola non la dimentico di certo,veniva spostata ad ogni virata o strambata assieme a tutto il resto del materiale. Quante volte mi é passata tra le mani e ogni volta l’ ho bloccata al volo mentre stava per essere scaraventata in aria, anche lei con le altre cose; poi la riponevo con grande rispetto, quello che nutro per il pane e per quella scritta a pennarello che ricordava quel pensiero tanto gentile. Era solo una semplice scritta, ma in certe circostanze anche queste piccole grandi- cose possono essere di grande aiuto.

Ricordo che durante la minitransat nel 2009 ogni tanto scoprivo delle scritte sulla barca, tipo “Va deretro metossage” ( metossage é lo spostamento dei pesi, ndr). Le trovavo proprio mentre stanco e sudato spostavo dei pesi; visibili solo da una certa angolazione, visibili solo in quelle terribili posizioni. Oppure scoprivo “Forza grande Mura!!”, così mi chiama il mio amico croato Sime Stipanicev autore di quelle scritte. Lui mi preparava la barca, aveva fatto la stessa regata due anni prima, mi restituiva il favore perché io avevo preparato la sua. Gli ultimi 2 giorni non voleva che io salissi a bordo “Vai a rilassarti, penso io alla barca”; così durante la mia assenza vergava le scritte dove sapeva che, prima o poi, le avrei trovate. “Forza grande Mura ” era nascosta dentro la scatola di cablaggio dei cavi del pilota automatico, l’ ho scoperta in un momento in cui ero davvero giù per l’avaria. Ho aperto la scatola col cacciavite e dentro ho trovato la scritta. Lui ci era giá passato in quei casini, un classico di questa gara, e cosi dallo sconforto – per il pilota che non andava – sono subito passato a ridere come un matto. Da solo con la scatola in mano, in mezzo all’ oceano.

Monsieur Philippe é il proprietario del mio hotel a le Havre, ha custodito il mio furgone a casa sua per tutto questo tempo. Stamane naturalmente la batteria era scarica ed abbiamo tribolato un po’ per risolvere il problema. Fa freddo, ma é una bella giornata di sole. Il bacino Paul Vatin senza tutte le nostre barche e senza gli stand fa un effetto strano, tutto sembra così diverso senza la tensione di una partenza, senza il clima della regata. Il rimorchio era custodito alla scuola di vela, ho passato un po’ di ore a sistemare il casino che c’era dentro. Domattina si parte con tutto il convoglio direzione Lorient dove sta per arrivare bet 1128, una volta scaricata dalla nave andrà dritta in cantiere per cominciare i lavori. Viaggio un po’ per la Francia in solitario senza aiutanti o accompagnatori. E’ una scelta e non mi dispiace. Riabituarmi un po’, ad arrangiarmi da solo.
Gaetano

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Immagini dal Brasile

4 Gen

Belle immagini dal Brasile, il finale della Transat Jacques Vabre

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Buon 2014 e c’è pure Nadal che il tifo per Gaetano

31 Dic

Buon 2014 e c'è pure Nadal che il tifo per Gaetano

Diario della cuccetta

Percorrendo il lungo pontile sotto un caldo torrido e senza incrociare anima viva mi sfiora quel refolo di malinconia de “La festa é finita” ,il circo dei navigatori degli oceani é smontato ed anche le barche una di fianco all’ altra disarmate e incellofanate con i baffi di erba tropicale sulle linee di galleggiamento sembrano attendere con ansia l arrivo della nave che le imbarcherá per il ritorno in patria. Un altro lungo viaggio che stavolta si godranno comodamente adagiate sulle loro selle.

E noi poveri marinai costretti qua ad aspettare ?! No messa così non la crede nessuno.

Vabé diciamo che con un alibi di ferro ci godiamo una meritata vacanza in Brasile. Marco mi dice sempre: “sapersi godere il riposo e staccare un po’ la spina, dedicandosi anche ad altro, fa parte della buona prestazione”. Sono certo che stavolta almeno in questo gli darò la soddisfazione di salire sul podio.
Avevo lasciato il diario della cuccetta nel momento più bello: quello dell’ arrivo, e mi scuso con tutti voi che mi avete seguito fin qui. Ma tutte le cose belle dal traguardo in poi, ti trascinano e ti aspirano in un vortice di emozioni che vale la pena vivere in modo assoluto.

Sul cancelletto in legno del sentierino “privato” che porta a Prahina é scritto, pedestremente a pennello, ” vietato entrare ” ma di fatto tutti se ne infischiano e scrollano le spalle quando donna Grazia, la mia padrona di casa va su tutte le furie e ricorda invano la buona educazione. Donna Grazia ha l’aria severa e il cuore tenero tipici di una certa timidezza. Donna grazia a Prahina é un’ istituzione,la sua casa è il centro di tutte le attività di questo micromondo di 10 case sulla spiaggia. Una specie di Macondo di C’ent anni di solitudine, di cui anche noi facciamo parte a pieno titolo, come se ci fossimo sempre stati. Ed é proprio quel cancello misterioso con la scritta a pennello sulla stradina principale con a fianco un vecchio surf , issato a dolmen, che separa questa piccola macondo brasiliana dal resto del mondo e sta nella profanazione del dolmen di donna Grazia il segreto della sua magia.

Praina ( spiaggietta) é una spiaggia piccolissima con palme di banano e rotondi massi di granito,la più bella che ho visto in Brasile ma ancora più bello é il fatto che lo sanno in pochi. Persino i surfisti locali non la considerano tanto, perché pensano che le onde migliori siano a Barra. Tiago il mio dirimpettaio vive qui tutto l’anno con sua moglie e due figli e un cane surfista, nella sua casetta verde che si distingue per un surf sdraiato sul tetto con su scritto” Prahina surf club “. Affitta tavole e fa scuola di surf durante l’estate. D’ inverno mi dice: non si vede anima viva; quindi mangiare,surfare e dormire. E a Prahina, mi dice ancora, abbassando un po’ il tono della voce, di onde belle c é ne sono meno, ma quando arriva quella bella é davvero speciale.

Elio Melquiades va avanti e indietro tutto il giorno con la faccia di uno che non a tempo da perdere. Se c’ é un lavoro, un trasporto, una commissione da fare lui c è; si materializza dovunque spingendo una carriola o con in mano un sacco di spazzatura o una cassa di birra. Ha accesso a tutte le case di cui é custode e guardiano. apre e chiude cancelli tutto il giorno e a fine giornata lavorativa passa a farsi la doccia nel giardino di Donna Grazia che é anche il mio giardino. Tutti i villaggi del mondo che si rispettino hanno un Elio Melquiades.

La mia casa é di legno a palafitta come tutte le altre,molto spartana, con parecchi “ospiti della foresta ” che bisogna cacciare di continuo e che se ne fregano del divieto di entrare proprio come i profanatori del cancello di Donna Grazia. Le pareti delle case sono così sottili che la privacy é una parola astratta e non possono esserci segreti nel villaggio.
Anche questa casa però ha una particolarità che é sempre il mio parametro n.1, quando cerco dimora. E ‘a 30 passi dalla spiaggia e dal mare e in questo caso a 10 metri dal cancello dolmen di donna Grazia. Se hai un dubbio o ti sfugge qualcosa che é rimasto casualmente intrappolato tra le sottili pareti di legno puoi chiedere a Stella, la mia vicina. Stella é argentina ma vive qui da 15 anni ha comprato la casa e ne ha fatto una posada che affitta ad argentini e ai passanti profanatori del cancello che oltre i danari portano a Prahina le novità del mondo e una certa allegria, giorno e notte, senza tregua: su e giù per il sentiero. Il mondo si sveglia presto a Prahina, la mattina é impossibile dormire. Il vociare nel via vai dei profanatori del cancello, ,cani che abbaiano, musica , i miei vicini comunicano tra di loro dalle rispettive case tutti insieme e poi bambini che strillano, Tiago e tutti i suoi amici surfisti che preparano la giornata “Lavorativa”. Spesso tutti in acqua e nessuno al gazebo perché l’ onda é troppo bella, le risate di Stella,donna Grazia e le sue attività, Elio Melquiades e i suoi mille cancelli da aprire e chiudere, il cane surfista, il cane bassotto gli inquilini norvegesi e la fauna volatile al completo. Tutti a voce alta.
Mi affaccio sulla veranda con gli occhi ancora chiusi… “il navigatore” …e ancor prima del buongiorno…raccolgo una voce che mi dice …”tem boa onda” ( c é una bella onda). Metto la tavola sottobraccio e vado in spiaggia a tentare di appagare la malattia del momento. Imparare a surfare. A Natale siamo stati tutti assieme, il vicinato al completo a casa di Stella, una bella serata con l’aggiunta di qualche vagabondo di passaggio come me. Festeggeremo l’ultimo dell’ anno ancora tutti insieme, più i nuovi arrivati. Sull’ erba della collinetta di fianco alle nostre baracche e davanti alla casa di Stella. Poi tutti in spiaggia a Prahina.

Cosa ha a che fare tutto ciò con le regate, con le barche? Tanto a che fare per quanto mi riguarda. L’anno é quasi finito insieme alla stagione ed a una parte importante di questa mia avventura che é prima di tutto sport agonistico, tecnologia ma anche avventura ed esperienza e tutto insieme diventa vita. Per questo ho voluto chiamare questo viaggio Gironelmondo pensando al cammino prima che alla meta; nell’ idea di far convivere tecnica e filosofia, cercando di applicare gli insegnamenti della disciplina sportiva alla vita e alle relazioni e viceversa, il bianco e il nero insieme come i lati non a caso dello scafo di bet1128.
Ho lavorato duro in questi ultimi tre anni. Dall’ idea alla ricerca di uno sponsor, la costruzione della barca e le regate. Credendoci davvero a questo “folle” progetto, imparando tante cose e trascurandone inevitabilmente altre. Sono soddisfatto dei risultati ,tra bonacce e colpi di vento abbiamo raggiunto fino a qui gli obbiettivi prefissati. Non poteva concludersi meglio vicino alla mia famiglia e all’ onda che non mi stanco mai di imparare a cavalcare, ora sulla tavola da surf ,continuando ad osservarla da così vicino acchiappo ogni giorno nuovi insegnamenti. Riflettendoci un po’ quando viene sera ,in un rapporto che somiglia sempre più a una perfetta metafora della vita.

Un sentito grazie a tutti, a chi ci ha creduto e a chi no; a chi ha collaborato attivamente e a tutti quelli che hanno vissuto e condiviso con noi gioie e dolori anche a distanza, ed uno speciale al mio sponsor bet1128 che per me non é un numero, un logo, un finanziatore, ma un gruppo di amici vicini e partecipi il cui supporto morale e umano é stato sempre determinante ,come nelle scelte importanti lo é stato il contributo della loro grande esperienza di uomini d’ affari e di scommettitori

Buon fine e nuovo anno a tutti
Gaetano e bet1128 Sailingteam

Link

http://www.transat-jacques-vabre.com/fr/gaetano-mura-et-samuel-manuard-bet1128-douziemes-de-la-transat-jacques-vabre

2 Dic

http://www.transat-jacques-vabre.com/fr/gaetano-mura-et-samuel-manuard-bet1128-douziemes-de-la-transat-jacques-vabre

Un rush finale, una posizione recuperata nelle ultime miglia e il dodicesimo posto per bet1128 con Gaetano e Sam. Grande regata visto gli incidenti di percorso – disalberamento dell’albero e poi rottura del bompresso dopo una quasi collusione con un cargo – che hanno comunque permesso di tagliare il traguardo ed arrivare prima di molti altri. Brava Bet1128 e bravi Gaetano e Sam

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Un saluto da Gaetano e Sam a bordo di bet1128

1 Dic

Mancano 150 miglia. Gaetano e Sam soddisfatti della Jacques Vabre nonostante il disalberamento, il quasi scontro con un cargo, la rottura del bompresso. Si è arrivati.